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Basi molecolari della malattia di Parkinson - 19/03/26

[17-060-A-30]  - Doi : 10.1016/S1634-7072(26)51721-5 
S. Lesage  : Docteur ès sciences, A. Brice : Professeur des Universités, praticien hospitalier
 Institut du cerveau et de la moelle épinière, Inserm U 1127, CNRS UMR 7225, Sorbonne Université, Hôpital de la Salpêtrière, 47, boulevard de l'Hôpital, 75013 Paris, France 

Riassunto

La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa in ordine di frequenza, caratterizzata da una perdita progressiva dei neuroni dopaminergici e da un accumulo di corpi di Lewy. Le forme familiari o genetiche della malattia rappresentano circa il 10% di tutti i casi. Ad oggi, sono stati scoperti più di venti geni coinvolti nelle forme familiari e sporadiche della malattia di Parkinson e consentono di comprendere meglio la fisiopatologia di questa malattia complessa. Le forme monogeniche hanno una frequenza altamente variabile a seconda dell'età di esordio della malattia e dell'origine etnica delle popolazioni studiate. È oramai possibile analizzare routinariamente alcuni geni coinvolti quando si sospetta una forma genetica, attraverso un'analisi per pannello genico o per esoma. La penetranza di alcune mutazioni dipende dall'età e talvolta è incompleta. Alcuni geni sembrano avere un ruolo nell'insorgenza della malattia di Parkinson come fattore genetico di suscettibilità di sviluppare la malattia.

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Parole chiave : Malattia di Parkinson, Genetica, Forme monogeniche, Trasmissione autosomica dominante, Trasmissione autosomica recessiva, Casi isolati, Fattori di suscettibilità alla malattia


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