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Emorragie intracerebrali non traumatiche - 31/12/25

[17-046-B-86]  - Doi : 10.1016/S1634-7072(25)51361-2 
L. Puy, C. Cordonnier
 Université de Lille, Inserm, Centre hospitalier universitaire (CHU) de Lille, U1172 - LilNCog - Lille Neuroscience & Cognition, 59000 Lille, France 

Riassunto

L'emorragia intracerebrale non traumatica (EIC) è caratterizzata dalla rottura di un vaso sanguigno cerebrale e dall'ingresso di sangue nel parenchima cerebrale. Con un'incidenza mondiale di circa 3,5 milioni di casi, la EIC rappresenta quasi il 30% degli accidenti vascolari cerebrali (AVC) nel mondo. Si tratta della forma più grave di AVC, che rappresenta la 4 a  causa di mortalità nel mondo e che espone i sopravvissuti a postumi motori e cognitivi invalidanti. La fisiopatologia della EIC è un processo complesso e dinamico, che comprende diverse fasi successive: rottura vascolare ed emorragia iniziale, espansione dell'emorragia e lesioni cerebrali secondarie, come l'edema periemorragico. Sebbene l'aterosclerosi e l'angiopatia amiloide cerebrale siano responsabili dell'80% dei casi di EIC, un rapido bilancio diagnostico, che comprenda esami di diagnostica per immagini avanzata, è essenziale per escludere cause potenzialmente trattabili. La EIC è un'emergenza neurologica che richiede l'attuazione tempestiva di semplici misure terapeutiche, come la riduzione della pressione arteriosa e l'inversione degli anticoagulanti per limitare l'espansione dell'emorragia. Sono in via di sviluppo nuove strategie terapeutiche: la chirurgia mini-invasiva per ottimizzare il drenaggio del sangue e la modulazione della risposta infiammatoria per agire sull'edema periemorragico, che permettono di sperare in una trasformazione della prognosi delle EIC nei prossimi anni. I dati attuali permettono anche di stimare meglio il rischio vascolare globale, sia emorragico che ischemico, dei sopravvissuti. La prevenzione secondaria si basa soprattutto sul controllo a lungo termine della pressione arteriosa. La questione della ripresa delle terapie antitrombotiche deve basarsi su una valutazione individuale del rapporto beneficio/rischio.

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Parole chiave : Accidente vascolare cerebrale, Emorragia intracerebrale


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